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Síndrome serotoninérgico tramadol

En otros casos, la interacción no tiene importancia clínica como en el caso de la cimetidina que aumenta las semi-vidas plasmáticas del tramadol y de M1 y aumenta la eliminación urinaria del tramadol nativo reduciendo la del M1. 12 Sobre un total de 72 notificaciones de hipoglucemia atribuidas a dextropropoxifeno, 43 a tramadol y ninguna a codeína, en los dos primeros grupos las características de los pacientes fueron muy similares. No se recomienda administrar el tramadol antes o durante el parto, aunque se ha utilizado ocasionalmente para aliviar los dolores del parto, sin haberse observado ninguna depresión respiratoria del neonato diferente de la observada con la morfina o la meperidina. Riesgo de hipoglucemia
En los últimos años se han publicado algunos casos de hipoglucemia en pacientes tratados con tramadol, sobre todo en personas con diabetes, pero también sin la enfermedad,9 y alguno de hipoglucemia grave en pacientes que sufrían una intoxicación por tramadol. Agencia Española De Medicamentos Y Productos Sanitarios. Su gravedad es muy variable y depende de la causa. En la evaluación de DrugDex sobre el fármaco duloxetina(1) encontramos, entre las posibles reacciones adversas, que se han notificado casos de síndrome serotoninérgico (SS), incluidos casos con potencialmente mortarles o casos similares al síndrome neuroléptico maligno, con la utilización aislada de duloxetina. Cocaína, MDMA (Ecstasy), meperidina, tramadol, pentazocina, inhibidores de la recaptación selectiva de serotonina. Se recomienda vigilar el INR, y puede ser necesario reducir la dosis. No es recomendable la combinación con agonistas/antagonistas como la nalbufina
No se observaron efectos sobre la fertilidad inducidos por tramadol con dosis orales de hasta 50 mg/kg (300 mg/m²) en ratas macho y 75 mg/kg (450 mg/m²) en ratas hembras. Estas dosis son de 1,2 y 1,8 veces la dosis humana diaria máxima de 246 mg / m², respectivamente.
De igual forma, los antidepresivos tricíclicos y otros fármacos emparentados (ciclobenzaprina o fenotiazinas) inhiben el metabolismo del tramadol nativo pero también disminuyen el umbral convulsivo, aumentando el riesgo de convulsiones. 5 a 3 veces en comparación con la monoterapia. En otros casos, la interacción no tiene importancia clínica como en el caso de la cimetidina que aumenta las semi-vidas plasmáticas del tramadol y de M1 y aumenta la eliminación urinaria del tramadol nativo reduciendo la del M1. Así, por ejemplo, el ritonavir aumenta la AUC del tramadol nativo en 1. Además, los niveles del tramadol nativo permanecerán elevados durante más tiempo siendo más probables la aparición de efectos indeseables debidos al mismo. Algunos fármacos que inhiben la CYP 2D6 son la amiodarona, cimetidina, clomipramina, desipramina, flufenazina, haloperidol, mibefradil, propafenona, quinidina, ritonavir, y tioridazina. Dado que el tramadol es metabolizado por la isoenzima CYP 2D6, todos los agentes que inhiban este sistema enzimático reducirán el metabolismo del tramadol dismnuyendo los niveles del metabolito M1 y en consecuencia la eficacia analgésica.
Los datos procedentes de notificación espontánea revelan que en la mayoría de los casos el síndrome se produce después de iniciar o aumentar la dosis de un fármaco serotoninérgico (por ej. El síndrome serotoninérgico es uno de los efectos graves del tramadol. En la mayoría de los casos notificados el cuadro evolucionó favorablemente, pero se han descrito casos de desenlace mortal. El riesgo es especialmente elevado en pacientes que toman simultáneamente un antidepresivo (véase el Cuadro). En estas ocasiones con frecuencia el tramadol había sido administrado al mismo tiempo que otros fármacos, como paroxetina, venlafaxina, fluoxetina, clomipramina, sertralina o mirtazapina. , aumento de la dosis del tramadol en un paciente tratado simultáneamente con paroxetina).
Tramadol: riesgo de hipoglucemia y de síndrome serotoninérgico El tramadol es un analgésico opiáceo débil

Sindrome serotoninergica tramadolo

Alcuni componenti di questa classe provocano effetti collaterali gravi, dovuti soprattutto all’irreversibilità dell’inibizione enzimatica, che spesso ne limitano l’uso a lungo termine. Gli antidepressivi di nuova generazione, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), sono generalmente meglio tollerati e più sicuri rispetto agli altri farmaci. Gli effetti avversi più frequentemente associati all’uso degli antidepressivi triciclici, sono riassunti nella Tabella. Nonostante la loro efficacia nel trattamento della depressione maggiore e delle distimie, questi farmaci sono gravati da numerosi effetti collaterali che possono controindicarne l’impiego, obbligare alla sospensione del trattamento o compromettere l’adesione del paziente alla terapia. Alterazioni di questi sistemi costituiscono uno dei principali fattori biochimici alla base della depressione.

Si ritiene che ciò dipenda da una marcata riduzione della disponibilità cerebrale di serotonina, di cui il triptofano rappresenta il precursore. I MAOI attualmente in uso, quali fenelzina e tranilcipromina, possono provocare ipertensione interagendo con sostanze vasocostrittrici dotate di struttura feniletilaminica (tiramina e altre amine che si trovano nei cibi e in alcune specialità medicinali). Nelle fasi iniziali del trattamento gli SSRI inducono, con frequenza significativa, alcuni effetti indesiderati, quali nausea, cefalea, diarrea, ansia e insonnia. Generalmente, questi effetti sono dose-dipendenti e tendono a regredire dopo alcuni giorni di terapia. Gli antidepressivi triciclici hanno rappresentato la prima classe di farmaci utilizzata con successo nella cura della depressione dagli inizi degli anni ’60. Nei trattamenti a lungo termine gli effetti indesiderati più frequenti, anche se di modesta rilevanza clinica, sono invece rappresentati da disfunzioni sessuali. I disturbi affettivi, comprendenti la depressione maggiore e la mania, sono caratterizzati da modificazioni patologiche del tono dell’umore. Tuttavia anche altre amine biogene quali dopamina e noradrenalina sono coinvolte nel controllo del tono dell’umore. Questi problemi hanno frenato l’impiego dei MAOI su vasta scala, nonostante la loro indubbia efficacia nel trattamento di alcune forme depressive. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina mostrano un’efficacia clinica simile a quella degli antidepressivi triciclici, ma, a causa della loro maggiore sicurezza e tollerabilità, sono divenuti la classe di farmaci più prescritta per il trattamento della depressione.

Ai primi anni ‘60 risalgono anche gli studi sui farmaci inibitori delle monoamino ossidasi (MAOI). Gli studi sull’efficacia clinica dei farmaci antidepressivi non hanno evidenziato differenze significative, né tra le varie classi, né, all’interno della stessa classe, tra i vari farmaci. Le principali categorie di farmaci antidepressivi sono riportate nella Tabella 1. Altri, quali bupropione, nefazodone e mirtazapina, possiedono un meccanismo d’azione più complesso e meno caratterizzato, e per questo motivo vengono definiti atipici. Da un punto di vista biochimico, alcuni studi hanno dimostrato che i soggetti nei quali si verifica una deplezione acuta di triptofano, manifestano un atteggiamento mentale pessimista tendente alla depressione. Se si esclude la psicoterapia per le forme lievi e moderate, e la terapia elettroconvulsiva per le forme più gravi, per le quali è necessaria una risposta rapida, la terapia farmacologica costituisce la modalità più diffusa per il trattamento della depressione. Sulla patogenesi della depressione sono state formulate diverse teorie, probabilmente a causa del fatto che questa malattia dipende da un’eziologia multifattoriale. Negli ultimi anni sono stati sviluppati nuovi farmaci antidepressivi, quali citalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina e sertralina, in grado di bloccare il meccanismo di ricaptazione della serotonina. Attualmente in Italia sono affetti da depressione circa 3 milioni di individui, e si ritiene che una donna su quattro e un uomo su dieci siano colpiti da questa patologia nel corso della loro vita.

Tramadolo Hexal AG può mascherare i sintomi clinici dell’addome acuto